Occhi e schermi: cosa aiuta davvero contro l’affaticamento visivo

Pausa dal monitor per affaticamento visivo a fine giornata

Se passi la giornata davanti a un monitor e la sera hai gli occhi che bruciano, la testa pesante e la vista che fatica a rimettersi a fuoco quando alzi lo sguardo, quello che senti ha un nome: affaticamento visivo digitale.

Su questo tema circola molto marketing. Proviamo a mettere in fila cosa lo provoca davvero e cosa serve, cominciando dalla cosa che ci chiedono più spesso.

Le lenti che filtrano la luce blu: cosa dicono gli studi

Ce le chiedono quasi ogni settimana, quindi rispondiamo con quello che sappiamo.

Nel 2023 è stata pubblicata una revisione Cochrane, cioè una sintesi indipendente di tutti gli studi clinici disponibili sull’argomento. La conclusione è che le lenti che filtrano la luce blu probabilmente non riducono l’affaticamento visivo legato all’uso dei dispositivi, rispetto a lenti normali. Non sono emersi nemmeno effetti significativi sulla qualità del sonno.

Questo non significa che siano dannose o inutili in assoluto. Significa che il beneficio che viene promesso in pubblicità sull’affaticamento non è dimostrato, e che se la stanchezza degli occhi è il tuo problema, quelle lenti da sole difficilmente lo risolveranno.

Preferiamo dirtelo prima di vendertele. Poi se le vuoi lo stesso, ci mancherebbe: ma sapendo cosa stai comprando.

Cosa provoca davvero la stanchezza degli occhi

Tre meccanismi, tutti documentati, e nessuno riguarda il colore della luce.

Ammicchi molto meno. Davanti a uno schermo la frequenza con cui sbatti le palpebre cala in modo netto, anche della metà. Il film lacrimale non viene rinnovato, la superficie dell’occhio si asciuga, e da lì arrivano bruciore, sensazione di sabbia e occhio arrossato.

Metti a fuoco alla stessa distanza per ore. Il muscolo che governa la messa a fuoco resta contratto senza pause. È lo stesso motivo per cui, dopo otto ore, alzare gli occhi verso la finestra richiede qualche secondo.

L’ambiente lavora contro di te. Aria condizionata o riscaldamento asciugano l’aria. Le finestre alle spalle creano riflessi sul monitor. Uno schermo molto più luminoso della stanza costringe la pupilla a un lavoro continuo.

Cosa funziona

La regola 20-20-20. Ogni 20 minuti, guarda per 20 secondi qualcosa che si trova a una ventina di passi da te, circa 6 metri. È l’unica raccomandazione su cui c’è consenso ampio, ed è gratis. Serve a far rilassare la messa a fuoco.

Sbatti le palpebre di proposito. Sembra banale. Un ammiccamento completo, ogni tanto volontario, ridistribuisce il film lacrimale. Se l’occhio resta secco, le lacrime artificiali senza conservanti aiutano davvero, molto più di qualsiasi lente.

Sistema la postazione. Il monitor a un braccio di distanza, con il bordo superiore all’altezza degli occhi o poco sotto, così lo sguardo scende leggermente e la palpebra copre di più la superficie dell’occhio. La finestra di lato, mai davanti né dietro. Luminosità dello schermo simile a quella della stanza.

Il trattamento antiriflesso. Qui l’utilità è concreta e non discutibile: riduce i riflessi parassiti che arrivano da lampade e finestre e migliora il contrasto. È l’aggiunta alla lente che consigliamo più spesso a chi lavora al computer, e ha poco a che vedere con il filtro blu.

Lenti office, se la giornata è tutta lì. Sono lenti ottimizzate per la distanza dello schermo e della scrivania. Per chi ha superato i quarantacinque anni e lavora al monitor sono spesso il cambiamento che si sente di più.

Quando il problema non è lo schermo

Una parte di chi arriva da noi lamentando affaticamento da computer ha semplicemente un difetto visivo non corretto, o una gradazione ferma da troppi anni. Lo schermo non causa il problema: lo rende evidente, perché è la condizione in cui gli occhi lavorano più a lungo nella stessa posizione.

Ci sono anche disturbi meno noti che si manifestano così: una lieve difficoltà nel far convergere i due occhi da vicino produce esattamente questi sintomi, e si valuta con test specifici.

È il motivo per cui, se la stanchezza è quotidiana e dura da mesi, ha più senso fare un controllo che comprare un paio di occhiali generici in farmacia.

In sintesi

Prima di spendere in una lente che promette di risolvere l’affaticamento, verifica di vedere bene. Poi sistema la postazione e fai le pause. E se serve una lente, che sia antiriflesso e alla distanza giusta per il lavoro che fai.


Se lavori al computer e a fine giornata te ne accorgi, passa da noi per un controllo: valutiamo se la correzione che hai è ancora quella giusta e ragioniamo sulla lente adatta alle tue ore davanti allo schermo. Siamo in Piazza Vittorio Emanuele II ad Altopascio, da martedì a sabato, oppure allo 0583 25458 e su WhatsApp al 331 1348539.