Il primo segnale non è la vista annebbiata. È il braccio che si allunga: il telefono si tiene un po’ più lontano, il menù al ristorante si sposta verso il centro del tavolo, il bugiardino della medicina si legge girandolo verso la finestra.
Si chiama presbiopia, comincia in genere fra i quarantatré e i quarantasette anni, e riguarda tutti. Non è una malattia e non dipende da quanto hai usato gli occhi.
Perché succede
Dentro l’occhio c’è il cristallino, una lente naturale che cambia forma per mettere a fuoco a distanze diverse. Da giovani è elastico e questo movimento è immediato. Con gli anni perde elasticità, e la messa a fuoco da vicino diventa progressivamente più lenta e meno efficace.
È un processo fisiologico. Non si previene, non si rallenta con esercizi e non peggiora perché “ti sei messo gli occhiali”: questa è la convinzione più diffusa che sentiamo in negozio, e non ha fondamento. Quello che cambia è che, una volta abituato a vedere bene, ti accorgi di quanto vedevi male prima.
I segnali, oltre al braccio corto
- Serve più luce di prima per leggere. Al ristorante la sera diventa un problema.
- Dopo mezz’ora di lettura arriva un fastidio agli occhi o un mal di testa leggero sulla fronte.
- Passare dallo schermo al foglio e viceversa richiede qualche secondo di messa a fuoco.
- La sera è peggio del mattino.
- Se sei miope, ti accorgi che togliendo gli occhiali da vicino vedi meglio. È normale, ed è il motivo per cui i miopi arrivano alla presbiopia un po’ più tardi.
Progressive, office o monofocali da vicino
Non esiste la lente migliore. Esiste quella giusta per come passi la giornata.
Lenti progressive. Un’unica lente che copre tutte le distanze: lontano in alto, distanza intermedia al centro, vicino in basso, senza righe di separazione. È la soluzione per chi vuole un solo occhiale da tenere sempre addosso. Il compromesso sta ai lati della zona intermedia, dove restano aree di minore nitidezza: si impara a girare la testa invece che solo gli occhi.
Lenti office. Ottimizzate per lo spazio da mezzo metro a un paio di metri: schermo, tastiera, scrivania, collega di fronte. Il campo visivo intermedio è molto più ampio delle progressive, ma da lontano non ci vedi: sono occhiali da lavoro, non da strada. Se passi otto ore al computer, sono spesso la soluzione più riposante.
Monofocali da vicino. I classici occhiali da lettura. Costano meno, hanno il campo visivo più ampio possibile alla loro distanza, e vanno tolti per fare altro. Per chi legge un’ora la sera funzionano benissimo.
Molte persone finiscono con due occhiali: progressive per la giornata e office per la scrivania. Non è uno spreco, è una scelta di comfort. E qui torna utile il nostro sconto del 50% sul secondo paio acquistato entro trenta giorni dal primo.
Quanto dura l’adattamento alle progressive
Fra i tre e i quindici giorni per la maggior parte delle persone. I primi giorni si sente il pavimento leggermente “mosso” quando si scendono le scale, e la messa a fuoco laterale richiede di muovere la testa.
Chi abbandona le progressive lo fa quasi sempre nella prima settimana. Il consiglio pratico è di portarle tutto il giorno da subito, senza alternarle con il vecchio occhiale: alternare allunga l’adattamento invece di alleggerirlo.
Se dopo due settimane la sensazione non è passata, torna in negozio. Nella maggior parte dei casi non è la lente sbagliata: è un problema di centratura o di come l’occhiale è appoggiato sul viso.
Perché la centratura conta più della marca
Una lente progressiva ha zone diverse a millimetri di distanza. Perché funzioni, il centro ottico deve cadere esattamente dove sta la tua pupilla, con quella montatura, appoggiata sul tuo naso e sulle tue orecchie.
Servono misure prese sulla persona: distanza interpupillare, altezza di montaggio, inclinazione della montatura, distanza dall’occhio. Due millimetri di errore su un’altezza di montaggio si traducono in una zona di lettura che arriva troppo in basso, e in un occhiale che “non va bene” senza che si capisca perché.
È il motivo per cui teniamo il laboratorio di montaggio interno. Le lenti le montiamo noi, qui in negozio, e se qualcosa non convince si rifà senza spedire niente da nessuna parte. Lo facciamo dal 1956 e continua a essere la parte del lavoro che decide se un occhiale verrà portato o lasciato nel cassetto.
Una cosa da sapere sui primi acquisti
Alla prima presbiopia la gradazione da vicino è bassa e cambia con una certa regolarità nei primi anni, per poi stabilizzarsi. È normale doverla aggiornare dopo un anno o due: non significa che il primo occhiale fosse sbagliato.
Se ti sei riconosciuto nel braccio che si allunga, passa a fare un controllo: misuriamo come stanno le cose e ragioniamo insieme su quale soluzione ha senso per le tue giornate. Siamo in Piazza Vittorio Emanuele II ad Altopascio, da martedì a sabato, oppure allo 0583 25458 e su WhatsApp al 331 1348539.


